#GIOVANIMECCATRONICI - 6

#GIOVANIMECCATRONICI - 6

04-07-2020

Dall’Università all’ITS: la scelta di Alberto per un percorso più adatto alle proprie caratteristiche


Il mio percorso formativo in ambito tecnico è iniziato alle scuole superiori, frequentando un istituto a indirizzo meccanico e meccatronico. Fin dall’inizio sono stato attirato dalle materie tecniche, in modo particolare da quelle legate al mondo dell’automazione, portandomi ad approfondire anche autonomamente una serie di competenze che nel corso degli anni mi sono tornate molto utili.

Con il tempo ho scoperto una passione per il mondo biomedicale, in particolare nell’ambito delle protesi, maturando l’intenzione di proseguire gli studi all’università per diventare Ingegnere Biomedico. In quinta superiore, dopo aver superato il test di ingresso per ingegneria, ho iniziato a sviluppare il mio progetto per la maturità, e unendo tutte le competenze acquisite negli anni, ho progettato e realizzato la protesi motorizzata di una mano, in grado di muoversi con un controllo da remoto, il tutto stampato in 3D con la tecnologia additiva.

Avviato il primo anno di ingegneria, dopo aver frequentato il primo semestre di lezioni, ho iniziato a capire che quella strada non faceva per me, essendo un percorso prettamente teorico. Infatti, ho sempre mostrato molto interesse e curiosità per le materie pratiche di qualsiasi genere, e in generale sono sempre stato definito uno “smanettone”, sia che si tratti di informatica, meccanica o elettronica.

A questo punto mi sono trovato nella situazione di non sapere cosa fare del mio futuro, perché, pur avendo molte proposte di lavoro in ambito meccanico, avevo comunque l’intenzione di proseguire gli studi e specializzarmi nell’ambito biomedicale; così ho voluto frequentare anche il secondo semestre di lezioni, ma senza grandi soddisfazioni. Proprio in quel periodo, sono venuto a conoscenza della nuova opportunità di formazione post-diploma degli ITS, e che all’ITS Lombardia Meccatronica sarebbe partito il nuovo percorso  biomedicale. Ho subito deciso di informarmi, e dopo averci pensato bene, ho deciso di abbandonare l’università e iniziare questo nuovo percorso più adatto a me.

Fin da subito mi sono accorto delle enormi differenze con l’università: le lezioni teoriche dopo poco tempo vengono applicate in laboratorio per comprendere al meglio gli argomenti. Le discipline di studio sono numerose e svariate: si parte con quelle della meccatronica di base, come la meccanica, l’elettrotecnica, l’elettronica, fino ad arrivare a materie professionalizzanti, come informatica medica, diagnostica per immagini, apparecchiature biomedicali. Al termine del primo anno di lezione ho svolto uno stage di due mesi e mezzo presso il servizio di ingegneria clinica di un importante ospedale di Milano, dove ho potuto mettere in pratica le conoscenze apprese e comprendere come funziona il mondo del lavoro in questo settore.

Ho scoperto quanto sia ampio e vario il mestiere del tecnico biomedicale, e come sia un profilo molto ricercato. Già durante lo stage infatti ho ricevuto una proposta di lavoro dallo stesso ospedale.

Ho preferito però concentrarmi sullo studio e iniziare il secondo anno di formazione, molto più pratico e concentrato sulle discipline professionalizzanti, con tantissime lezioni tenute da formatori aziendali, arricchite da esperienze presso le loro sedi.

Per lo stage del secondo anno che inizierò a breve, ho chiesto di sperimentare un contesto diverso, così lavorerò nel laboratorio di un'azienda produttrice di apparecchiature elettromedicali, occupandomi dell’assistenza tecnica post-vendita. Hanno una posizione aperta in quel ruolo, lo stage sarà come un periodo di prova al termine del quale è probabile che ci sarà una proposta di assunzione.

Poi sarà la volta dell’esame di Stato per il conseguimento del diploma di tecnico superiore biomedicale… e a quel punto ci sarà un nuovo inizio.

 

LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI:

#GIOVANIMECCATRONICI - 1: L’ingegneria clinica nella gestione dell’emergenza sanitaria. L’esperienza di Riccardo

#GIOVANIMECCATRONICI - 2: Carlotta, Laura, Sara e Francesca: l’ITS, una scelta vincente!

#GIOVANIMECCATRONICI - 3: Quando l'ITS è ricerca applicata. Francesco in stage al CNR

#GIOVANIMECCATRONICI - 4: Da liceale a apprendista meccatronico: Matteo ha trovato così la propria strada

#GIOVANIMECCATRONICI - 5: Gabriele, Francesco e Redjan: tre diverse sedi di studio, un’unica esperienza di stage in Inghilterra