#GIOVANIMECCATRONICI - 1

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28-05-2020

L’ingegneria clinica nella gestione dell’emergenza sanitaria. L’esperienza di Riccardo


Alcuni allievi di ITS Lombardia Meccatronica hanno la possibilità di svolgere la formazione on the job nella modalità dell’apprendistato in alta formazione e ricerca. Si tratta di un particolare contratto di lavoro che permette di inserire in azienda studenti che stanno frequentando un percorso formativo terziario “accompagnandoli” fino al conseguimento del titolo di studio, alternando ore di lavoro, di formazione interna (in azienda) e formazione esterna (presso l’Istituto formativo).

Tra loro c’è Riccardo, iscritto al 2° anno del corso ITS in meccatronica biomedicale. Dopo il tirocinio della prima annualità è stato assunto in apprendistato presso il servizio di ingegneria clinica di un importante ospedale in provincia di Milano. Fino a febbraio lavorava al mattino occupandosi della manutenzione degli apparecchi elettromedicali, e al pomeriggio si recava in Istituto per la parte di formazione insieme agli altri compagni di corso.

Con l’emergenza Covid-19 e il conseguente lockdown lo scenario è cambiato: in ogni momento libero dalla formazione a distanza, Riccardo ha contribuito con il suo supporto tecnico alla gestione dell’emergenza sanitaria. «Le giornate lavorative erano particolarmente frenetiche, in quanto arrivavano costantemente richieste di allestimento di nuovi posti letto in terapia intensiva, che non appena erano pronti venivano occupati in pochissimo tempo per far fronte alla lista d’attesa che si stava creando anche in altri ospedali».

E continua: «In quei giorni abbiamo anche sdoppiato il Pronto Soccorso, predisponendone uno ad hoc per i pazienti potenzialmente infetti da Covid e uno per i casi in assenza di sintomi respiratori».

Riccardo e gli altri 7 studenti lavoratori del suo corso operano in condizioni di sicurezza, in quanto i reparti che accolgono persone con malattie potenzialmente infettive sono ben delimitati e non accessibili, se non con tutte le precauzioni del caso. La loro attività si svolge più “dietro le quinte”, a supporto di tutto il personale sanitario impegnato in prima linea.

L’esperienza quotidiana, e in particolare quella vissuta durante il periodo di lockdown, ha consentito a Riccardo e ai suoi compagni di corso di realizzare l’obiettivo esplicitato durante i colloqui di selezione: fare una professione che potesse unire la passione per la tecnologia e il desiderio di rendersi utile per le persone in difficoltà.

Un obiettivo impegnativo, che i nostri giovani hanno potuto realizzare in un periodo delicato, con ritmi di lavoro e un investimento emotivo molto intensi, ma imparando molto e mettendo in pratica le competenze apprese in ITS.